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METROPOLITANA AUTOMATICA DI TORINO


Concorso di Idee
Progetto: Mario Tessarollo, capogruppo, con arch. Massimo Muttin e arch. Paolo Micheletto
2008

Il progetto è stato pensato per essere versatile ed utilizzabile in diverse situazioni contestuali.
La soluzione proposta per le stazioni già in servizio e per quelle di nuova costruzione è sostanzialmente simile e comunica un unico riconoscibile segno sul territorio. Si è pensato ad una architettura priva di sensazionalismo, tecnica e precisa in grado di ben rappresentare l’ingresso ad una infrastruttura dedicata alla mobilità veloce di una città dinamica e plurifunzionale.

L’architettura è costituita dalla contrapposizione di due elementi, una parete che si flette e diventa copertura e una parete ad elle in vetro portante che definisce lo spazio in modo fluido ed indiviso. Le due figure in pianta non si incontrano, la parete in vetro rimane scostata da quella in acciaio di circa 10 cm.. L’immagine finale è quella di un unico elemento che parte da terra (quindi appartiene alla città) copre l’ingresso alla metropolitana ed appoggia sul nulla.

Si ottiene così una architettura orientata, non solo in senso longitudinale mediante l’inclinazione della parete a segnare il senso dell’ingresso, ma anche in senso trasversale. Di volta in volta, a seconda del luogo in cui sarà collocata, potrà stabilire rapporti diversi con l’intorno diverso. L’architettura, orientata con la parete piena verso la strada carrabile darà riparo verso la stessa ed apertura visiva e luminosa verso gli spazi pedonali. Lo sporto che si verrà a creare dalla sovrapposizione degli elementi darà riparo, in caso di pioggia, per brevi soste funzionali alla lettura degli itinerari metropolitani da percorrere.
La stessa architettura, collocata in coppia giustapposta o contrapposta, potrà stabilire un rapporto lontano, una sorta di architettura unica interrotta che attraversa lo spazio (stazione XVIII Dicembre, Carducci Molinette, Re Umberto, Lingotto).
Le diverse larghezze dettate dal numero di scale (modulo) non modificano l’idea di contrapposizione tra una massa e il suo contrario, anche nelle soluzioni a luce ridotta e a ridosso del ciglio stradale, l’orientamento dell’architettura stabilirà un rapporto diretto ed esclusivo verso lo spazio pedonale. L’arretramento della parete di vetro rispetto alla copertura farà si che questa giri senza apparente sforzo, l’angolo, cosi risolto, diverrà anche ingresso laterale sempre volto verso la parte pedonale dell’area.