Prev | Next 1/5


 

NOVELLO, Cesena


Concorso internazionale di Idee
Progetto: Luigi Snozzi,capogruppo, Michel Desvigne, Mario Tessarollo, Massimo Muttin,Alessandro Bulletti, Michel Desvigne, Riccardo Cason, Andrea Dragoni, Federico Matteazzi, Paolo Micheletto
2008

A Cesena la ferrovia è stata inserita ai margini della città storica. Con lo sviluppo urbano oggi si situa al centro della nuova città che si è sviluppata, in parte, oltre la ferrovia stessa. Con il tempo la ferrovia è diventata un elemento di frattura fra le due parti di città. Riteniamo che il problema prioritario sia quello di riunire le due parti di città oggi separate, non solo funzionalmente ma anche spazialmente. Gli elementi che segnano il superamento di questa separazione delle due parti di città sono: un sottopassaggio pedonale inserito tra due importanti corpi di fabbrica; l'at¬tuale stazione; un edificio a ponte a torre che si mette in relazione con l'intera città, diventando, insieme con l'antica rocca, il secondo punto di riferimento spaziale urbano. Questi tre elementi si attestano sulla nuova piazza della stazione. Con questa nuova piazza gran parte delle strade dal centro storico sono collegate alla stazione.
Al di là della ferrovia si propone una seconda grande piazza su cui si attestano i tre elementi ci¬tati. Un nuovo edificio a L, che contiene attività commerciali e di servizio, chiude la piazza verso nord.
Questa piazza pedonale diventa la testa del grande parco urbano che si snoda fino al parco esi¬stente tramite un viale pedonale alberato intercalato dall'attraversamento delle vie dei quartieri circostanti. Esso recupera cosi la struttura urbana delle antiche centurie romane, diventando 'elemento ordinatore di tutti i quartieri che lo attorniano. Esso amplia cosi notevolmente la di¬mensione del parco progettato, collegandolo con quello esistente.
Gli accessi principali al parco avvengono dalla nuova piazza della stazione tramite un sottopassag¬gio urbano che si immette nella piazza progettata dirimpetto all'attuale stazione. All'inizio della Via Madonna dello Schioppo è prevista una seconda entrata al parco, segnata da un grande edificio a tre corti, con i vari contenuti richiesti riuniti in un edificio unitario che assume cosi un forte caratte¬re pubblico. Dal parcheggio partono due viali che costeggiano l'intero parco e che raggiungono al limite estremo l'altro parcheggio. Con questa soluzione il parco diventa l'elemento fondamentale per la riunificazione delle due parti di città e per la sua riqualificazione.
Più discosto il centro dei servizi urbani è composto da un edificio a due piani per gli uffici e da una grande tettoia. Gli edifici definiscono un grande piazzale interno dove è possibile esercitare tutte le attività richieste. Ne risulta cosi, nel paesaggio fluviale dove si situa, un grande recinto unitario che ripropone, in termini di architettura, la configurazione a isola dell'area in questione. Il senso di un parco urbano contemporaneo è molto diverso da quello dei parchi e dei giardini lasciati dall'antichità nelle nostre città. Il parco è diventato un luogo di pratica sociale, dove 'uomo interagisce con la natura, un luogo di pratica non di contemplazione. Immaginiamo la sovrapposi¬zione di due strutture. Una permanente che da forma allo spazio dei parco. L'altra più mobile dai tempi di crescita e trasformazione rapidi. Una, legata alla topografia e alla scala geografica, com¬posta da grandi alberi che comporrà una linea d'orizzonte lungo il limite sud del parco diventando¬ne la vera ossatura visibile dal centro città oltre la ferrovia. L'altra, che si installerà nelle parcelle restanti, costituirà un vuoto centrale e praticabile (prati, vegetazione bassa, bacini piantati) e una successione di blocchi di piccoli alberi verso il limite nord.
Il tema della sostenibilità (economica, sociale e ambientale) dell'intervento è riportato a una di¬mensione di assoluta chiarezza rispetto alle scelte strategiche generali. I manufatti architettonici di progetto e il parco si articolano unitariamente e misuratamente non solo come idea progettua¬le, ma individuano un tema di sostenibilità ambientale complessivo che parte da un rapporto non conflittuale tra trasformazione della città e sistema naturale.
Il progetto si fa carico di minimizzare il consumo di risorse energetiche, introducendo una visione architettonica che minimizza ii consumo di suolo urbano, proponendo una strategia di impianti ad alta densità oltre che di forte compattezza volumetrica. Queste scelte permetteranno di fornire alla città, altro spazio pubblico da destinare a verde e in grado anche di articolare nuove relazioni di scambio fisico e visivo tra i quartieri ad oggi separati dalla soglia dei parco ferroviario. Un'idea strategica quindi di sostenibilità ambientale che va oltre una visione di pura minimizzazione dei carichi ambientali, per raggiungere quella sostenibilità più complessa (anche sociale) che l'intervento sembra richiedere.